
Chi ci è stato lo sa: non serve arrivare in vetta per sentirsi lontani dal rumore del mondo, basta seguire il torrente, ascoltare le marmotte e lasciarsi andare alla bellezza di questa valle di pietra e luce. Parliamo della Valle Adamé, nel cuore dell’Alta Valle Camonica, che si apre come una conca luminosa di rocce e pascoli.
È una delle vallate più spettacolari e meno battute del Parco dell’Adamello: in questo punto la montagna si mostra nel suo aspetto più autentico e chi arriva fin qui trova silenzio, aria pura e una natura che si esprime in tutte le sue forme. E non mancano una flora e una fauna imperdibili: stambecchi, marmotte, fiori d’alta quota e torrenti di acqua cristallina completano un'immagine idilliaca e selvaggiamente naturale.
La Valle Adamé si trova nel comune di Saviore dell’Adamello, in provincia di Brescia, e fa parte dell’area protetta del Parco dell’Adamello. È una tipica valle di origine glaciale, scolpita nei secoli dal lento movimento dei ghiacciai che scendevano dal gruppo dell’Adamello. Ancora oggi conserva quella forma a “U” che evoca visivamente la forza della natura e il suo continuo modellarsi. Il fondovalle si trova a circa 2.000 metri di altitudine, circondato da cime che superano i 3.000 metri, tra cui spiccano il Corno di Adamé e il Corno di Salarno. L’omonimo torrente, alimentato dalle nevi perenni, scorre tra massi e prati punteggiati di fiori. Nelle giornate limpide, il contrasto tra il verde dei pascoli e il grigio delle rocce crea uno dei paesaggi più belli delle Alpi bresciane.
La valle è frequentata in estate da escursionisti e naturalisti, ma resta lontana dal turismo di massa. È quindi il luogo ideale per chi cerca un’esperienza di montagna autentica, silenziosa e contemplativa, sportiva e appagante.
L’escursione in Valle Adamé parte da Saviore dell’Adamello. In auto si sale fino alla località Fabrezza, a 1.350 metri di quota, dove un piccolo parcheggio segna l’inizio del sentiero. Da qui comincia la salita verso il rifugio Lissone, lungo un percorso di 4,42 chilometri che si sviluppa in costante ascesa, con un dislivello positivo di 535 metri.
Il primo tratto è il più faticoso ma anche il più affascinante: una lunga scalinata naturale di pietra che si arrampica nel bosco, conosciuta come le scale dell’Adamé. Il sentiero segue il corso del torrente Poia, che accompagna con il suo rumore fresco e costante. Dopo circa un’ora e mezza di cammino si raggiunge il rifugio, posto a 1.912 metri, circondato da prati e rocce. Dal rifugio Lissone si può continuare fino alla Baita Adamé, in circa un’ora di cammino lungo un sentiero quasi pianeggiante. Chi desidera proseguire trova un tracciato ben segnato che porta alla vedretta dell’Adamé e al Bivacco Ceco Baroni, ai piedi del ghiacciaio Pian di Neve. Si entra così in uno degli ambienti più selvaggi e autentici del gruppo dell’Adamello, dove la natura domina incontrastata e il silenzio è rotto solo dal suono dell’acqua e dal fischio delle marmotte.
Il ritorno avviene lungo lo stesso itinerario dell’andata, con una discesa che regala nuove prospettive sulla valle e sul torrente che la attraversa. La difficoltà è media, con un dislivello negativo di 35 metri, altitudine massima di 2.113 metri e altitudine minima di 1.612. Il percorso, di sola andata, è adatto a escursionisti con un buon passo e voglia di scoprire uno degli angoli più puri del Parco dell’Adamello.
La Valle Adamé è un piccolo paradiso per chi ama la fauna alpina. Fin dalle prime ore del mattino, non è raro incontrare stambecchi, camosci e marmotte che camminano tra i prati o si muovono sulle rocce. Sulle pareti più ripide si possono scorgere aquile reali e pernici bianche, mentre lungo i corsi d’acqua vivono anfibi e piccoli roditori di montagna. L’area ospita oltre 60 specie di uccelli e una straordinaria varietà di insetti impollinatori, segno di un ecosistema ancora integro.
Ma è soprattutto nei mesi estivi che la valle mostra il suo volto più colorato. Tra giugno e agosto, i prati si riempiono di gigli martagone, genziane, rododendri, campanule e altre specie botaniche affascinantI. È una fioritura continua, che trasforma la conca in un giardino d’alta quota. Le guide del parco invitano però a non raccogliere i fiori, per preservare la biodiversità e mantenere intatto l’equilibrio naturale. Alcune specie, come la Saxifraga, sono rare e crescono solo in questa zona o in altre zone simili.

Oltre alla bellezza naturale, la Valle Adamé è un luogo che racconta la storia della montagna e delle persone che l’hanno abitata. Durante la Prima guerra mondiale, l’area dell'Adamello fu protagonista dei combattimenti: i resti delle postazioni militari e dei camminamenti sono ancora visibili, e fanno parte della memoria della Guerra Bianca.
Camminando lungo i sentieri, si incontrano ruderi di baite e vecchi alpeggi, testimonianze della vita dei pastori che, per secoli, hanno portato in quota le mandrie durante l’estate. Oggi alcuni di questi alpeggi sono stati restaurati e utilizzati come ricoveri o punti di osservazione faunistica, altri restano abbandonati a loro stessi e sono ormai parte del paesaggio. Il silenzio che domina la valle è parte del suo fascino. Si sente solo il rumore del vento tra i massi e il fragore del torrente. È un silenzio vivo, che invita alla lentezza e alla contemplazione.
Il periodo migliore per l’escursione in Valle Adamé è da giugno a settembre, quando la neve si scioglie e i sentieri sono praticabili. In primavera e in autunno la valle regala atmosfere più solitarie e luci particolarmente intense, ma serve l’attrezzatura adeguata, tenendo alta l’attenzione rispetto alle condizioni meteo.